Centocelle e la street art romana: il quartiere che non ti aspetti!
La street art romana sta diventando esempio di riqualificazione per molti altri centri fatti di periferie in difficoltà e paesaggi urbani degradati.
La street art romana sta diventando esempio di riqualificazione per molti altri centri fatti di periferie in difficoltà e paesaggi urbani degradati.
Sarà che l'altro giorno mia madre avrebbe compiuto 94 anni, sarà pure che sto invecchiando... ma pensavo a quando, nei primi anni '70, andavo al mercato con mia madre. Il mercato era quello di Piazza dei Mirti, io avrò avuto 7/8 anni, lei si dotava di carrello d'ordinanza, borsellino sotto il braccio e partivamo alla volta della piazza.
Da allora le sue strade di Centocelle hanno ospitato le riprese di diversi film e il quartiere ha sviluppato una ricca storia cinematografica.
Sono nata e cresciuta a San Lorenzo, uno dei quartieri più conosciuti e vissuti di Roma. Per molti anni ho immaginato il mio futuro lì, tra volti familiari, negozi di fiducia e una rete sociale costruita nel tempo. Poi, quasi senza pianificarlo davvero, mi sono trasferita a Centocelle.
La sorte mi ha affidato l’onere di parlare del mio quartiere, la mia Itaca. Il posto dove, dopo ogni peregrinazione più o meno lunga, sono sempre voluto tornare. Non è semplice spiegare il come od il perché, si tratta di mettersi a nudo e scoprirsi.
Negli scorsi giorni abbiamo incontrato i rappresentanti dell'Istat, l'ente nmazionale di statistica, per compilare la Rilevazione sulle entità non profit relativa all'anno 2021, martoriato dalla crisi pandemica.
Abbiamo fornito un quadro d'insieme e descritto le attività che abbiamo proposto e che ci contraddistinguono. Siamo contenti di aver contribuito a delineare uno studio di interess eed impatto nazionale.
Con grande orgoglio abbiamo accolto l'invito del centro Studi idos per raccontare la genesi, la storia e le tante sfaccettature della nostra pubblicazione, Centocelle Melting Pot.
Viviamo una realtà sospesa in cui la comunicazione è ridotta a veicolo di contenuti spiccioli e rapidissimi. Abbiamo perso il senso dell’approfondimento e della verticalità e siamo già oltre l’“uomo a una dimensione” di Marcuse.
Il glicine più interessante è quello, contorto e rigido, adagiato sul cancello della scuola Fausto Cecconi. La villa di fronte, una delle 29 originarie nella lottizzazione del 1921, ne custodisce un altro.
Da non perdere l'albero di Giuda presente un po' ovunque come ad esempio piazza San Felice da Cantalice. I platani, rarissimi in città, di Via dei Noci guardano tutti dall'alto e in via delle azalee osserviamo dei fiori bianchissimi diuna specie non identificata.