La risposta alla domanda: "Perchè dovrei venire a Centocelle?"

La street art romana sta diventando esempio di riqualificazione per molti altri centri fatti di periferie in difficoltà e paesaggi urbani degradati.

A Roma le occasioni per una visita guidata certamente non mancano. La culla dell’antichità, la casa del cristianesimo e del papato, le perle architettoniche rendono evidenti i tanti motivi d’interesse che la città eterna può vantare. Spingendoci solo un po’ ad est ci si può addentrare nel quadrante che da Porta Maggiore (tomba del liberto Eurisace, diventato ricco fornaio) scorre quasi involontariamente tra la Via Casilina (l’antica Via Labicana) e la Via Prenestina.

La parte intermedia di questa fetta di città eterna è l’antico quartiere di Centocelle, che ha festeggiato il primo centenario nel 2021. E che vanta origini antichissime; nell’omonimo parco giacciono in profondità ben tre ville imperiali, la zona è ricca di ipogei mortuari e a due passi c’è la tomba dell’imperatrice Elena, madre di Costantino. I romani hanno lasciato anche l’Acquedotto Alessandrino, l’undicesimo per importanza. Il territorio è ricco di testimonianza della modernità, un trenino ultracentenario, un aneddoto sul generale Clark (quello che liberò Roma entrando…da Centocelle), un bar risalente al 1916.

Ma Centocelle è il quartiere che non ti aspetti soprattutto dal punto di vista umano. Non dispone di monumenti ma di Storie, non irrompe nella quotidianità ma ti ci porta dentro senza fartene accorgere. Centocelle restituisce umanità, diversa. Quartiere fondato da immigrati dell’inizio del ‘900 (ciociari e reatini, allora il mondo era grande), conserva ricordi ed effigi di questo suo essere nato a zone. La parte storica, fatta di case basse e villette stile liberty, è diversa dal resto (anche nella toponomastica). Si respira ancora il carattere di comunità ribelle, che è servito per fondare il quartiere, una città nella città.

E per liberarsi durante la guerra (Centocelle è, insieme al Quadraro, medaglia d’oro al valor civile!). Centocelle oggi è una grande comunità di comunità diverse. Con ville storiche che si intervallano a murales, ricca di processi di rigenerazione urbana. Ed è un set naturale. Lo è stata per il neorealismo di Pasolini, con i suoi luoghi storici e le attività di quartiere rimaste “come una volta”.

Testimone silenziosa di un mondo che cambiava fuori e non dentro. Le persone, la ricchezza umana, quelli capaci di fare grandi cose come tirare su un quartiere dal niente, quelli che hanno fatto le Storie. Rimane la vocazione sociale, con luoghi che restituiscono servizi alla collettività senza chiedere niente in cambio, con le esperienze d’avanguardia come il teatro sperimentale di Dacia Maraini o la Biblioteca Abusiva Metropolitana. C’è il centro sociale più grande d’Europa, il forte Prenestino, da dove vengono artisti come ZeroCalcare, Dans la rue, dove ha suonato Manu Chao.

Dove giacciono le pietre d’inciampo ed in una piazza ci sono due monumenti ai caduti. Il quartiere che non ti aspetti è un melting pot naturale, ricco di nazionalità e di storie, di difficoltà e di sorrisi. Non promettiamo un viaggio nell’arte (per quanto qualcosa c’è) ma un’esperienza umana ed antropologica, sulle orme di Baglioni e del punk (che, a Roma, nasce a Centocelle) passando per il barocchetto romano ed arrivando alla Metro C. Non siete curiosi?

 

Originariamente pubblicato qui https://www.apslafonte.it/street-art-romana-centocelle/