Sono nata e cresciuta a San Lorenzo, uno dei quartieri più conosciuti e vissuti di Roma. Per molti anni ho immaginato il mio futuro lì, tra volti familiari, negozi di fiducia e una rete sociale costruita nel tempo. Poi, quasi senza pianificarlo davvero, mi sono trasferita a Centocelle.
La scelta, all’inizio, è stata soprattutto pratica, qui il costo delle case è più accessibile e il mutuo che pago oggi a Centocelle è inferiore a quello che sarebbe stato un affitto a San Lorenzo. Ho comprato casa esattamente un anno fa, ma mi sono trasferita stabilmente solo da otto mesi.
Il primo impatto con il quartiere
All’inizio non è stato semplice. Uscire di casa e non riconoscere nessun volto, non sapere dove comprare il pane o a quale ferramenta rivolgersi, mi ha fatto sentire spaesata. Ho dovuto riambientarmi da zero, ricostruendo piccoli punti di riferimento quotidiani. Per me questo è stato particolarmente difficile perché tengo molto al legame con il territorio e al sentirmi parte di una comunità. Allo stesso tempo, però, sono una persona molto timida e incontrare persone nuove mi mette spesso in difficoltà, al punto da bloccarmi completamente.
In passato avevo vissuto in altre città, ma avevo sempre scelto di spostarmi dopo aver creato relazioni, partecipato ad attività politiche o sociali, costruito una rete. Qui, invece, mi sono ritrovata catapultata in un luogo nuovo, senza averlo programmato davvero, con il centro della mia vita ancora altrove e la prospettiva di restarci per molti anni. All’inizio è stato quasi scioccante.
Accoglienza e vita di comunità a Centocelle
Col tempo, però, Centocelle ha iniziato a sorprendermi. Le persone si sono dimostrate molto accoglienti e disponibili e lentamente ho iniziato a sentirmi meno estranea. Un ruolo importante lo ha avuto anche la dimensione multiculturale del quartiere. Mio marito è di origini tunisine, è musulmano e mangia esclusivamente carne halal. Anche prima ci rivolgevamo al Mercato Arabo, ma vivendo lontano e senza macchina, questo significava perdere interi pomeriggi per fare la spesa. Ora, vivendo vicino al Mercato Arabo e alla Moschea, la spesa è diventata più semplice e frequente. Ci siamo anche resi conto che molti amici e conoscenti gravitano naturalmente da queste parti, rendendo questi luoghi veri e propri punti di incontro del quartiere.
Cibo, inclusione e attenzione alle persone
A Centocelle abbiamo scoperto una varietà di attività che non ci aspettavamo. All’angolo vicino al Mercato Arabo ha aperto un ristorante tunisino in cui andiamo spesso e nel quartiere sono presenti molte piccole realtà che propongono cucina halal. In Italia non è affatto scontato e questo ha reso la nostra vita sociale più semplice e ricca, uscire a mangiare, provare posti nuovi, sentirsi accolti. Questa attenzione si riflette anche nei bar e nei locali. Qui ho notato una cura maggiore verso le esigenze delle persone. Le caffetterie offrono più alternative analcoliche rispetto al solito, nei pub è facile trovare cocktail analcolici ben pensati, e negli snack da bar non mancano opzioni vegetariane, vegane o per celiaci. Sono dettagli, ma fanno la differenza. Raccontano un quartiere che osserva chi lo vive e prova a rispondere a bisogni diversi.
Artigiani e servizi di prossimità
Un altro aspetto che mi ha colpita molto è la presenza di artigiani e servizi di quartiere. In zone come San Lorenzo, e in molte altre città in cui ho vissuto, falegnami, calzolai e piccoli laboratori stanno lentamente scomparendo. A Centocelle, invece, questi servizi sono ancora vivi. Dopo pochi mesi dal trasferimento sono riuscita finalmente ad aggiustare un paio di scarpe a cui tenevo molto e che da tempo non sapevo a chi affidare. Anche questo contribuisce a creare un senso di continuità e di cura del territorio.
Perché Centocelle oggi è casa
Centocelle non è stato un amore a prima vista. È stato un processo, fatto di piccoli gesti quotidiani, scoperte lente e relazioni che si sono costruite nel tempo. Oggi, a otto mesi dal trasferimento, posso dire che questo quartiere mi ha accolta più di quanto immaginassi. Per chi cerca un luogo autentico, vivo, multiculturale e ancora profondamente legato alla dimensione di quartiere, Centocelle è uno spazio da esplorare e da vivere, senza fretta.

